Tg e bambini

Bambini e tg

A volte sono i miei bimbi a ricordarmi che il modo di fare informazione è davvero fondamentale!

Testi, immagini, modalità, tutto conta e se a volte mi sento anestetizzata rispetto a quanto percepisco o leggo, ora devo per forza dare importanza alle scelte, ai dettagli, ai particolari di ogni canale a riguardo, prima di esporre i bambini.

Loro sono sono interessati a seguire un TG, vuoi perché vedono il loro babbo, vuoi per curiosità e, soprattutto Pietro, chiede informazioni, spiegazioni e dà anche suoi pareri e lo trovo molto bello perché è un modo per conoscerlo, per affrontare certi argomenti con un bambino di natura riservato.

Tempo fa stavamo guardando il telegiornale, quando proprio Pietro scoppiò in lacrime perché, durante uno sciopero, la Polizia trascinava dei manifestanti, vestita in tenuta da sommossae con manganelli alla mano. Per Pietro era ingiusto che dei poliziotti si rifacessero su persone stese a terra e quando gli ho spiegato che in certi casi delle persone colgono queste occasioni per scatenare azioni violente, il suo commento concitato e risentito fu:

 “Sì ma voglio vedere se stesi a terra, senza casco, manganello come si sentirebbero!”

 In effetti al di là del fatto in sé, le immagini scelte dai giornalisti, il modo di proporre la questione ha dato questo senso di prepotenza, che magari aveva una spiegazione, un senso, se contestualizzata. Ma la scelta delle immagini era per attirare l’attenzione di ascoltatori svogliati e pigri, per creare sensazionalismo. Ma per un bambino attento ai dettagli, la questione è semplice: ci sono i buoni e i cattivi, come in tutte le storie e le favole più famose, ma la violenza non deve far parte di chi, secondo lui, dovrebbe proteggere il senso di giustizia. Allo stesso tempo a questa età non si sopporta che la violenza sia così estesa e se non si spiega può far paura.

In lui ha scatenato rabbia e frustrazione!  Non è stato facile affrontare l’argomento, anche perché, non essendo a conoscenza dei fatti, non potevamo esprimerci. Quindi siamo stati più sul generico, parlando di quello che è importante, giusto o sbagliato, malasciando esprimere soprattutto lui e i suoi pensieri. Questo però ci ha dato modo di capire come sia importante stare accanto ai bambini nell’affrontare la realtà, soprattutto per la loro naturale predisposizione a conoscere i fatti. Non è facile trovare un equilibrio fra intervento e discrezione, fra dire la propria e il silenzio, lasciando che arrivino da soli a certe conclusioni ed esprimano il loro punto di vista, le loro emozioni, perché è naturale il bisogno di proteggerli, soprattutto dal marketing delle informazioni.