Percorso di educazione emotiva per bambini e genitori 9° Parte – Conclusione

A cura della Dott.ssa Barbara Tormen Psicologa Prêt-à-Porter

Percorso di educazione emotiva per bambini e genitori
che credono ancora nella magia delle emozioni.

Per mano ti ho accompagnato… e ci siamo emozionati insieme!

Ed eccoci giunti alla fine di questo percorso, “Per mano ti accompagnerò… e ci emozioneremo insieme”, pensato e strutturato per creare dei brevi momenti d’incontro tra genitori, nonni, parenti o amici ed i bambini a loro vicini, al fine di promuovere in essi una crescita emotiva insieme a quella disciplinare e didattica che si attua a scuola e che li porterà a diventare degli adulti completi.

Spesso si sopravvaluta l’importanza e l’apprendimento di discipline didattiche rispetto alla conoscenza del proprio ed altrui mondo emotivo; forse si pensa che le emozioni, in quanto innate e possedute da tutti fin dalla nascita, siano in qualche modo una competenza che si struttura in mono biologico e naturale insieme alla crescita? Il mondo emotivo, al pari di quello didattico, o forse ancora di più, necessita di un vero e proprio training di apprendimento, che permetta ad ogni singolo individuo di conoscere e sperimentare la vasta gamma di sfumature dei sentimenti, piacevoli e spiacevoli.

Cosa è stato fatto in questo breve percorso?
Il “cammino” di educazione emotiva per bambini e genitori che credono ancora nella magia delle emozioni è stato spalmato sull’arco di 10 mesi, che comprendono una fase introduttiva, otto ludiche/esperienziali e una conclusiva. Sono state prese in considerazione, da un punto di vista teorico (per i genitori) e ricreativo (dedicato ai bambini) le emozioni di base: rabbia, gioia, tristezza e paura. Le attività sono state finalizzate a educare il bambino a riconoscere le proprie emozioni e quelle dell’altro utilizzando sia il corpo che le parole.

Per i bimbi è più semplice infatti partire da elementi concreti quali per esempio le espressioni del volto, i gesti e le posture per poi arrivare ad astrarre il concetto teorico di emozione. Facciamo un esempio: Paolo è in grado di capire molto in fretta che il papà sperimenta rabbia, se lo vede urlare, se ha il viso rosso o picchia il pugno sul tavolo; e l’emozione che il papà sta vivendo verrà capita dal bimbo anche se ancora non è in grado di darle il nome di “rabbia”. Solo in un secondo momento potrà fare quel processo per cui, tutti i segnali osservati (colore del viso, gestualità, tono della voce) formeranno il concetto astratto e teorico di emozione “rabbia”.

Imparare a riconoscere le proprie emozioni, dar loro un nome e sperimentarle sulla pelle permette al bambino di essere a contatto con il proprio mondo interiore, fatto di sentimenti piacevoli e spiacevoli, ma anche di diventare abile nel riconoscere e comprendere il mondo emotivo di chi gli sta di fronte, e sviluppare empatia (ovvero quella abilità di comprendere e “sentire” l’emozione dell’altro).

Il percorso ha proposto attività ludiche (schede allegate ad ogni articolo) specifiche per l’emozione trattata, che fornissero la possibilità al genitore/parente di dedicare del tempo al bambino e al suo mondo interiore, e perché no… rispolverare anche il proprio di adulto.

Con un’ultima proposta educativa concludiamo questo, seppur breve, viaggio alla scoperta delle emozioni e delle loro sfumature.

Arrivederci, ed emozionatevi ancora… ancora e… ancora!

Scheda conclusiva
Questa attività vuole riassumere tutte le emozioni che abbiamo conosciuto ed esplorato in questi mesi. In ogni spicchio c’è una domanda alla quale il bambino risponderà utilizzando i colori, le parole o i disegni. Più il foglio da dipingere sarà grande, più il lavoro sarà bello!

Buon divertimento!!