Il mondo in una classe: raccontare la diversità a mio figlio

Rubrica a cura delle pedagogiste del gruppo A Macchia d’Olio
Articolo dell
Dott.ssa Rosangela Mendicino

diversità

Le diversità culturali

Lo straniero! Colui a cui si serve da mangiare abbondantemente. È per lo straniero che si uccide il vitello grasso. Se vedi lo straniero, consideralo come un re.
tradizione orale africana-

“Mamma nella mia classe Hamed non festeggia la Pasqua?”
“Mamma domani il mio amico Giovanni festeggia la  Pasqua? Cos’è?”

La scuola è il luogo in cui i bambini passano la maggior parte della loro giornata: le classi sono piccole società in miniatura dove si apprendono regole di convivenze e di collaborazione reciproca e dove si vivono relazioni importanti come quelle tra alunno ed insegnante, e tra coetanei.

Nella società odierna, e nelle scuole in particolare, le relazioni con gli altri ci spingono ad entrare in contatto con la diversità culturale in misura maggiore rispetto al passato. I bambini sono per questo abituati ad imbattersi in tradizioni e abitudini diverse dalle proprie.

La festività di Pasqua è un’occasione per porre l’attenzione sul ruolo primario dei genitori nell’educazione al rispetto e alla conoscenza della diversità culturale.

I genitori infatti sono i primi ad avere la responsabilità di incuriosire la conoscenza degli altri: come fare? Ecco alcuni consigli:

– Lettura di libri sulla diversità e sull’accoglienza fin dai primi anni di vita. Consiglio la collana di racconti di Elmer: “Elmer non è color elefante, è multicolore, è diverso, però è allegro, sensibile, sempre pronto ad aiutare tutti gli animali che incontra. Ideato da David McKee, Elmer è un personaggio irresistibile, adatto ad affrontare con i bambini l’essere differenti e unici, sentendosi comunque speciali.”
– Lettura di storie di altri paesi, visione di film che raccontano e provengono dalla cultura cinemaografica di altri paesi. Consiglio per esempio il film Kirikù e la strega karabà “ambientato nella savana africana, questo film d’animazione racconta le avventure di un bambino molto speciale: Kirikù. Piccolo e indifeso, toccherà a lui salvare il suo villaggio dai malefici della strega Karabà.”.2

– Risposte oneste a domande curiose: le domande sono frutto della curiosità dei bambini! È importante prenderle sul serio, anche se ci mettono in imbarazzo e magari ci colgono impreparati su aspetti che non conosciamo. La domanda di nostro figlio può diventare stimolo per incrementare anche la nostra curiosità!

– Ricerche insieme. Quando sono più grandi, grazie ad un utilizzo funzionale costruttivo del web, è possibile farsi trasportare dalla curiosità e invogliare la conoscenza dell’altro incrementando le informazioni che abbiamo a disposizione.

– Inviti a stringere nuove amicizie. Poniamo l’accento sul fatto che la diversità non è solo culturale e religiosa. È prima di tutto una diversità personale da intendere quindi come ricchezza e non come ostacolo alla relazione. L’appartenenza religiosa, le tradizioni culturali, le abitudini quotidiane saranno così uno stimolo per conoscere sempre più a fondo se stessi e gli altri!

E Hamed e Giovanni?

“Ciao Hamed, ti ho portato dei cioccolatini, sai domani per noi è la festa di Pasqua? E nella tua religione che festa avete?”

“Grazie Giovanni, adoro i cioccolatini, io e la mia famiglia festeggiamo, īd al-aḍḥā la festa del sacrificio … se vuoi ti racconto …”

Vorrei concludere questo articolo ricordano che la diversità culturale è solo un esempio che ci permette di porre l’attenzione a guardare con occhi attenti anche altri tipi di diversità e quindi favorire un dialogo costruttivo per esempio tra maschile e femminile, tra generazioni … perché la nostra vita è fatta di incontri tra persone che hanno storie diverse, mettersi in ascolto di queste storie vuol dire arricchire la nostra vita!