Mamma, che rabbia!

bambini e mamme arrabbiati

Un’esclamazione double-face, ossia che vale sia per una mamma che per suo figlio!

Quando si ha un frugoletto fra le braccia mai e poi mai si penserebbe di arrivare un giorno a provare rabbia per qualcosa che lo riguarda o che lui stesso provi questo sentimento così forte e spesso inquietante.

Sì perché si pensa che amare il proprio bambino e star bene nel proprio ruolo di genitore presupponga allegria, tenerezza, tranquillità. E invece no: il conflitto è sempre in agguato e tutto sommato è forse il modo per non darsi mai per scontate e per capire meglio il nostro bambino.

Alba Marcoli

Ho trovato questo suggerimento fra le righe di libri di Alba Marcoli: “Il bambino arrabbiato” e ” La rabbia delle mamme”. Due punti di vista opposti ma con punti di incontro, con dati ricavati da anni di psicologia clicina e di terapia di gruppo e anche dall’esperienza come insegnante. Diverse chiavi di interpretazione dei significati di un’emozione tanto forte, che per i bambini si può spiegare e rivivere attraverso le favole, elaborando insieme a loro dei concetti a volte troppo difficile da capire.

Si parte dal presupposto che non si è cattive madri se si provano determinate emozioni negative così come non è cattivo un bambino arrabbiato, anzi. La rabbia spesso ha ragioni di natura psicologica fra le quali il senso di inadeguatezza, l’ansia, per noi mamme e  la gelosia, la noia, l’incomprensione ; ma quello che trovo influisca di più è la stanchezza. Oggi si corre, i bambini a scuola vivono intensamente ogni compito, seguono regole e hanno parecchi stimoli. Noi mamme dobbiamo conciliare ritmi di vita pazzeschi per cui  è facilissimo arrivare a perdere le staffe.

Bisognerebbe essere capaci di uscire dal ruolo delle brave mamme che per essere tali devono avere dei bravi bambini e semplicemente incavolarsi. I conflitti fanno crescere, ci danno modo di comprendere noi stessi e chi abbiamo di fronte, di essere solidale con lui e spiegarsi.

Alba Marcoli mette a disposizione la sua esperienza come terapeuta di gruppo per trasmettere concetti e significati legati a un sentimento spesso vissuto con senso di colpa e con frustrazione, sia da un genitore che da un figlio.

Uno dei consigli che mi sento di dare come mamma è proprio quello di circondarsi di amiche mamme con cui poter condividere anche quei momenti in cui si vivono emozioni negative e anche solo un confronto può ridimensionare pensieri e sentimenti e lasciare spazio all’elaborazione e a un lavoro positivo su se stesse.

E quando capita, come a me ieri, di scrivere a Vanessa per dirle che io ho rotto una pistola giocattolo sbattendola a terra dalla rabbia di una giornata carica e mio figlio mi ha risposto il giorno dopo per altri motivi che è sfortunato a stare in questa famiglia c’è da dire che leggere come risposta “Tesoro, sei umana” ti ridà la voglia di parlare con tuo figlio, spiegare che la rabbia è sano provarla ma che non è giusto farsi travolgere; basta solo viverla.

Sfido le più temerarie a raccontarci un momento di rabbia!