Essere Scout: una scelta di vita

Il mese scorso mi è arrivata una mail dal Signor Claudio Moroni Capo Scout del Gruppo Legnano 9 con sede in Viale Sardegna 51 presso l’oratorio San Paolo, in cui mi veniva presentato il servizio e proponeva un aiuto nel fare conoscere il gruppo.

– Gli Scout? Figo – mi sono detta, certo che aiuto a promuoverli, però mi sono accorta di sapere molto poco del loro mondo, se non che stanno coi pantaloncini anche in inverno, e di sapere le cose che si vedono in televisione, nei film americani. Così risposi al Signor Moroni proponendogli un’intervista, perché chi meglio di lui può raccontarci chi sono e cosa fanno gli Scout?

Di seguito le risposte che mi ha dato.

1. Si sente spesso parlare degli scout, ma l’idea che si ha sono diverse. Ci spieghi cosa e chi sono gli scout?

Lo scoutismo è movimento mondiale educativo non formale creato per i giovani, che esprime un ideale di vita e che si propone come obiettivo la formazione integrale della persona secondo i principi ed i valori definiti dal suo fondatore Lord Robert Baden-Powell. Gli scout sono una realtà dinamica che attraverso la fantasia, il gioco, l’avventura, la vita all’aria aperta, l’esperienza comunitaria, lo sviluppo della dimensione sociale e spirituale, punta a rispondere alle tante domande dei giovani sulla vita ed a formare dei buoni cittadini.

Il metodo scout si basa e/o utilizza alcuni principi cardine nella formazione del ragazzo: conoscenza di se stessi, impegno, responsabilità personale, imparare facendo, appartenenza a piccoli gruppi, coeducazione, rispetto della natura e dell’ambiente, rispetto delle regole, autonomia, educazione alla salute e forza fisica, dimensione spirituale, educazione alla fede, responsabilità sociale e civica, educazione del servizio al prossimo.

2. Cosa vuol dire essere scout?

Essere scout è una scelta di vita che fin da piccoli abitua a prendere consapevolezza di sé stessi attraverso diverse esperienze. Si impara ad essere responsabili, a rispettare gli altri, ad essere essenziali, a fare delle scelte, a confrontarsi, a lavorare in gruppo, a vivere le avventure, ad arrangiarsi, a servire il prossimo… gli obiettivi proposti sono, poi, ovviamente rapportati all’età. Essere scout è una scelta che tocca nel profondo e chiede molto, ma ciò che restituisce in valori, emozioni, esperienze è molto più di quanto si abbia dato.

3. A quanti anni si può aderire?

La proposta educativa scout, in specifico per quando riguarda l’AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), parte dagli 8 anni in su. Dagli 8 ai 12 anni, i bambini e le bambine (i lupetti o le coccinelle), sono riuniti in unità chiamate “branchi” o “cerchi”. Il metodo educativo ha lo scopo di aiutare a crescere il/la bambino/a seguendo i principi dell’impegno e della solidarietà con un metodo originale ed adatto alla sua età. Dai 12 ai 16 anni, il gruppo di ragazzi e ragazze prende il nome di “reparto”, suddiviso, a sua volta, in gruppetti monosessuati più piccoli, chiamati “squadriglie”. Il reparto ha come elemento centrale della proposta l’avventura e la vita all’aria aperta, strumenti utilizzati per offrire ai ragazzi stimolanti occasioni di crescita. Infine, i Rover e le Scolte sono i ragazzi e le ragazze tra i 16 e 20 anni che aderiscono alla proposta che lo Scoutismo fa alla loro età. Insieme formano le Comunità R/S per vivere un’esperienza tesa a favorire la crescita di ciascuno nell’impegno dell’autoeducazione, nella disponibilità al servizio del prossimo, nello sforzo di maturare delle scelte per la vita. I fini e le linee fondamentali del metodo scout furono delineati dal fondatore dello scoutismo Baden Powell.

4. Ora una domanda forse un po’ banale, ma che molte mamme si pongono: i bambini che vivono anche in inverno con calzoncini e t-shirt, non rischiano di ammalarsi? Può essere questo uno scoglio a nuove adesioni?

Innanzitutto, tanto ai bambini quanto ai ragazzi scout, non è fatto obbligo di indossare i pantaloni corti anche d’inverno e la t-shirt, nel periodo freddo, viene indossata solo sotto alla camicia, un maglione di lana e una bella giacca a vento. L’uniforme scout è il segno visibile dell’appartenenza alla fraternità mondiale degli Scouts e dell’adesione ai valori che essa propone. Indossare la camicia azzurra, i pantaloncini di velluto, il fazzolettone al collo, il cappellone e gli scarponi sono la testimonianza tangibile di uno stile di vita che predilige l’essere piuttosto che l’apparire, che rifiuta le mode passeggere e non da spazio differenze di alcun genere.

Ogni scout è onorato di portare la propria uniforme ed è proprio questa scelta che spinge ad indossare anche se piove o fa freddo. Dalla nostra esperienza scout, i pantaloni corti hanno sempre generato la domanda da parte degli esterni all’associazione “Non avete freddo?”, ma ciò non ha mai rappresentato uno scoglio per nuove adesioni.

5. Se dovesse scegliere una parola che rappresenti il mondo e l’essere scout quale sceglierebbe?

E’ impossibile scegliere una parola che rappresenti il mondo e l’essere scout ma le rispondo elencando la nostra Legge che i ragazzi pronunciano nel momento più importante del loro cammino cioè il momento in cui chiede di diventare …di essere Scout.
Da questo momento decide di vivere con responsabilità la loro esperienza

“La guida e lo scout:
Pongono il loro onore nel meritare fiducia;
Sono leali;
Si rendono utili e aiutano gli altri;
Sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout;
Sono cortesi;
Amano e rispettano la natura;
Sanno obbedire;
Sorridono e cantano anche nelle difficoltà;
Sono laboriosi ed economi;
Sono puri di pensieri parole e azioni.”

6. Perché uno giovane dovrebbe iscriversi/frequentare gli scout?

Gli scout sono una proposta educativa all’avanguardia e un po’ controcorrente, in grado di stimolare i giovani sotto diversi punti di vista. Partecipare alla proposta scout significa mettersi in discussione per conoscere meglio sé stessi, gli altri ed il mondo che ci circonda, individuare le proprie capacità, affinarle, imparare cose nuove, comprendere quali sono i nostri limiti e cercare di superarli per essere persone migliori. Le attività educative i giovani si ritrovano a vivere sono accattivanti e travolgenti ed ogni unità è seguita da capi (educatori che hanno almeno 20 anni) che vivono insieme ai ragazzi il “grande gioco” vissuto nella natura con entusiasmo e passione.

Dopo queste risposte posso dire di avere le idee molto più chiare su cosa sono e cosa fanno gli Scout. E voi?