Educazione all’affettività… quando si comincia?

RUBRICA

RubricaTakeAway

A cura della Dott.ssa Mendicino Rosangela pedagogista: A Macchia d’Olio


Prima di tutto entriamo nello specifico dei termini … sempre utile per sgonfiare ansie e paure …

Cosa intendiamo per educazione all’affettività?

Analizzando le parole, il passaggio è sicuramente più semplice:

Educazione:
Educare, dal latino educere, ovvero tirare fuori ciò che c’è dentro. Il nostro bambino ha delle capacità e delle sensibilità che hanno bisogno di essere sviluppate. Il compito dell’educazione è quello di aiutare le bambine e i bambini ad esprimerli. Questo è il fine ultimo dell’educazione.
Affettività:
Insieme dei sentimenti e delle emozioni di una persona.

Fatta questa premessa, tornerei alla domanda che dà il titolo a questo intervento.

Educare all’affettività, quando si comincia?!

Si comincia sin da piccoli, perchè la nostra dimensione affettiva ci accompagna fin dalla nostra infanzia, e accompagna anche i nostri figli e le nostre figlie. L’affettività si sviluppa nella relazione con le persone che il bambino si trova accanto, e quindi prima di tutto nella relazione con i genitori.

Come accompagnare il bambino in questo viaggio alla scoperta della propria dimensione affettiva?    Il primo suggerimento è quello di lasciare lo spazio affinchè il bambino possa esprimere le proprie emozioni, senza sminuirle ma senza neanche enfatizzarle troppo.

Altro suggerimento è quello di favorire la conoscenza e il riconoscimento delle emozioni provate. Educare a riconoscere il proprio stato d’animo aiuta il bambino a dare un nome a ciò che sta provando, e dare un nome e un significato a quello che si vive smonta inevitabilmente la paura di trovarsi di fronte qualcosa che non si conosce.

L’educazione all’affettività è quindi un accompagnamento quotidiano, discreto ma attento che può intervallarsi a momenti curati e pensati in cui si affronta l’argomento più nel dettaglio (le emozioni e le reazioni fisiche, relazionali …)  attraverso un oggetto che media nella relazione, per esempio un film o un libro.

Come in tutti i processi educativi non esiste una ricetta pronta che vada bene per tutti. La cosa più importante è far comprendere al bambino che c’è uno spazio, ovvero una disponibilità ad affrontare l’argomento. Per questo è importante che si crei anche collaborazione tra i diversi educatori dei nostri figli e che si possano per questo trovare dei momenti di confronto anche all’esterno del nucleo familiare, soprattutto nella fase adolescenziale quando avviene il distacco e la contestazione tra genitori e figli. Sono i diversi luoghi educativi si adoperano per proporre percorsi ad hoc di educazione all’affettività (scuole, oratori…), che siano rivolti sia ai ragazzi sia ai genitori.

Perché è importante educare agli affetti? Perché l’intelligenza non è separata dalla sfera emotiva, anzi … vanno di pari passo. Se vogliamo che i nostri figli imparino a conoscere se stessi devono essere consapevoli delle proprie emozioni e dei propri desideri… soprattutto quando si raggiunge la maturità sessuale e si sperimenta la relazione di coppia. Nella prospettiva delineata questa fase  diventa quindi una tappa importante che si inserisce in un percorso di crescita e di sviluppo, e non un lampo a ciel sereno (anche in caso di un colpo di fulmine).