Autostima: conclusione del percorso

A cura della Dott.ssa Barbara Tormen Psicologa Prêt-à-Porter

Cari lettori, eccoci giunti all’ultimo articolo di questo 2015; insieme abbiamo trascorso un anno riflettendo e sperimentando, attraverso brevi nozioni teoriche e semplici schede con esercizi, la personale ed estremamente importante percezione di se stessi, ovvero: l’autostima.

Abbiamo cominciato questo percorso cercando di dare una definizione del concetto di autostima e una breve panoramica su come essa si ripercuota sulla qualità delle relazioni che instauriamo con le altre persone e con il mondo in generale. Ci siamo soffermati a riflettere su come l’auto percezione di sè si formi nell’arco della vita, e sull’importanza che alcune persone, quali genitori, parenti o insegnanti, abbiano nel favorire la costruzione di un autostima positiva o al contrario negativa; con schede semplici e divertenti vi ho proposto delle riflessioni personali sulla vostra autostima e sulle persone per voi fondamentali nella sua costruzione.
Successivamente ci siamo spinti a comprendere quali sono le cause responsabili di una bassa autopercezione di sè, e abbiamo dedicato del tempo a valutare come l’idea che ognuno ha di se stesso sia determinante nella considerazione che egli/ella avrà nei confronti degli altri (io sono ok, tu non sei ok, ecc.. ricordate?).

Ci siamo poi dedicati ad osservare più da vicino due grandi nemici dell’autostima: la procrastinazione, ovvero il rimandare a domani ciò che si può fare oggi, e l’autocolpevolizzazione, accompagnando sempre la teoria con semplici esercitazioni pratiche aventi lo scopo di promuovere una profonda riflessione sul proprio mondo interiore.
Negli ultimi articoli abbiamo iniziato a lavorare in modo più preciso sulla ristrutturazione del proprio concetto di autostima, dando importanza alla parte pratica piuttosto che a quella teorica e di spiegazione, privilegiando esercizi semplici e divertenti da eseguire in autonomia.

Vi ho proposto questo percorso sull’autostima con l’intenzione di mettervi una piccola pulce nell’orecchio, rispetto innanzitutto a voi stessi e al vostro modo di relazionarvi con gli altri partendo da come vi auto-valutate, e poi all’importanza che questa parte della personalità ha per il vostro bimbo che sta crescendo e si sta formando da un punto di vista psicologico. Spesso accade che le modalità personali che ciascuno ha fatto proprie vengano trasmesse ai propri figli in modo automatico senza farvi caso, per esempio una paura o un modo di comunicare, perché quello è il modo che papà o mamma conosce e che agisce quotidianamente.
Tale atteggiamento è messo in atto senza chiedersi se possa essere l’unica alternativa possibile, o una modalità disfunzionale piuttosto che funzionale al benessere del proprio figlio. Potersi fermare a riflettere su di sé, permette di indossare un nuovo paio di lenti attraverso le quali guardare il mondo e poter, ove necessario, aggiustare il tiro.

Le attività proposte, con le appropriate semplificazioni, possono diventare un modo divertente ed educativo per comprendere il mondo interiore dei propri figli e il concetto di autostima che essi si stanno costruendo, oltre che a strumenti per reindirizzare qualora ci sia una deviazione verso una costruzione negativa di sé.
A voi la voglia e il buon senso per utilizzarle!

Con la speranza che il percorso presentato sia stato motivo di riflessione e nuova consapevolezza, vi saluto e vi aspetto con nuovi argomenti il prossimo anno.